Don’t ride faster….
5 Settembre……ora mi tocca scrivere anche queste parole pesantissime, sono lì che provo a scriverle e riscriverle da lunedì perché prima di tutto devono rimanere impresse come monito per me….ho temporeggiato ho perso tempo, ho divagato per non affrontare il dolore che ho provato ma devo farlo.
Ho uno vissuto che mi tormenta da quando sono bambina, che mi fa sentire rabbiosa e impotente ogni volta che riaffiora e ahimè in passato era un’eventualità piuttosto frequente.
Non sapendo come gestire questa frustrazione e impotenza restavo lì in silenzio con le orecchie tappate o magari con la musica che sovrastava i miei pensieri e non sono mai riuscita a risolverlo, non spettava a me di sicuro ma pur di finirla sarei stata disposta a tutto.
Lunedì è stata una giornata cupissima, mi sono svegliata presto per andare al lavoro e la vita aveva deciso che avrei dovuto rivivere la stessa identica, orribile sensazione di quando ero ragazzina….mi sono portata dietro lo stesso senso di smarrimento e di impotenza di tanti anni fa solo che stavolta avevo Ghalì con me, Guidare in silenzio, al buio quando ancora deve albeggiare con il freddo che comincia a farsi sentire mi ha dato modo di alleggerire quel fardello, quei brividi che mi percorrevano la schiena ma c’è un MA. Non posso usare il gas come valvola di sfogo, mai mai e poi mai perché stavolta ho messo giù la visiera, ho dato gas, tanto gas, ho esagerato e non ho mai avuto un briciolo di timore o paura.
Questo è il più grande errore che un motociclista possa fare.
Sarebbe stato meglio se avessi versato fiumi e fiumi di lacrime dentro il casco, se avessi urlato e imprecato e vomitato fuori tutto quello che mi frullava per la testa ma mai e poi mai avrei dovuto permettere ai miei fantasmi di farmi perdere quel timore e quel rispetto che chi va in moto DEVE avere….mi sono lasciata travolgere e ho rischiato di fare una cazzata.
Per fortuna il mio guardian angel ha corso più veloce di me….
Buona strada
Ghalì

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